6.2.08

Credevo fosse un turpiloquio, ma era filosofìa.

E la continua vanità del tutto ha la parvenza di una bella rima che non abbia significato sapiente. Allora la sapienza e la rima sono materasso e coltri per l'animo stanco.

Calliope, Clìo, Erato, Euterpe, e tu Pallade Atena
Che di rime e conoscenze piegate la mia schiena
Se ancor vi ricordate di un uomo che v'invochi
Siategli amiche ed accendete i suoi fuochi.

Se la morte non fosse, se il tempo si ripetesse all'infinito ciclico, senza possibilità di oblìo, di termine o di pazzìa... quanti sarebbero fieri del proprio? quanti si accettano solo per compromesso col tempo?

In ogni alba riconoscerai una luce uguale,
E sarà tua grandezza distinguere il male
Dal buono che vedrai, e che ti farà amare
quel giorno ed ogni altro, finchè a te pare.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma è un prosimetro, no? La seconda strofa non è in versi... Quel che è certo in ogni caso è che è una vera epifania... "quanti si accettano per mero compromesso col tempo?" bella davvero...

daniela ha detto...

Hai ricominciato a pubblicare poesie. Sono contenta. :-)
E su quel "compromesso col tempo" mi inchino e torno a riflettere.

Prisma ha detto...

Lo sapevo che avresti continuato a scrivere poesie...

E che poesie...

Sotto ha detto...

@E: ci hai visto giusto. Il prosimetrum mi ha sempre affascinato. Grazie, ma non è tutta farina del mio sacco, la riflessione è stata provocata da "la gaia scienza" di Nietszche.

@Daniela: Grazie. In ogni caso il mio proposito di non comporre più poesie a donzelle è ancora in piedi. Come dicevo anche ad E. quel compromesso con il tempo è una riflessione nietzcheiana, anche io mi sono dovuto interrogare. Per fortuna il confronto con me stesso mi ha visto abbastanza soddisfatto! :)

@MusEum: Grazie. Mi piace scrivere versi e prosa, in realtà prima scrivo il pensiero, poi provo a metterlo in versi.