28.2.08

Calliòpe amata, musa delle muse

Bacia le mie dita, bacia la mia mano

Le mie parole, a lungo tempo ottuse

Possano arrestar dalla sua danza il nano,

Possano risplender gli occhi già graziosi

Smettan d’azzuffarsi i bimbi nel pantano;

Dei dell’ade con capi lanosi,

Dalie porgiate a chi mi dona un sorriso

Elfi tutti, adesso siate giocosi,

E voi, elfe, imporporatevi il viso,

Che sebbene il mio animo arda affranto

Il suo tessuto forte non è ancor liso.

Dal cuore del mio cuore sgorga il canto

E già gli aedi vibrano al pensiero

Risorga la fenice dal suo pianto,

E non dalle ceneri, arcano mistero

Precipitevolissimevolmente,

il buio nel mio cuor non è piu nero.

La ruggine rende le rime lente

Ma la carezza nell’alma è calda

Chi scrive adesso più non mente

Che d’amor in ciel ha vista una falda

Discreta ed insperata ed è per questo

Che cosa prima rotta adesso è salda;

Scorre ora il pensiero scorre lesto

Per fare ammenda dei passati errori

Lo sforzo dev’esser manifesto.

In ognun di noi stanno i tesori

Che stavan nelle lodi comandate

Per ciascun core ci saran cori

Per quanto siano lunghe le serate.

Licenziata la catena. Andiamo. Andate.

12.2.08

Le liste

Chi non ne ha mai compilata una, o più? gli inglesi e gli americani fanno liste su base statistica di ogni cosa, ed è capitato in passato che delle persone finissero su liste ben poco simpatiche. Io una volta tenevo nel portafogli un pezzo di una canzone dei Pink Floyd, Dogs, che era in sostanza una lista. Una lista di persone che sarebbero poi divenuti i "cani" di cui la canzone parla. Queste persone non risultavano particolarmente gradevoli dall' affresco che Waters dipingeva. Erano pronte a carpire la fiducia altrui in modo da avere la possibilità di piantare il coltello in mezzo alle scapole, erano destinate a portare con sè il peso di un masso che quando poi fossero divenuti stanchi li avrebbe tratti a fondo, in un oblìo che io ho sempre immaginato freddo e buio e senza respiro. Io non ho mai desiderato diventare un "cane", sebbene i cani siano fra i miei animali preferiti. Però le persone-cane non sembrano davvero granchè.

Ieri poi ho fatto uno di quei test sciocchi dai quali non riesco mai a sottrarmi, ed alla fine delle domande settorializzate per peccati capitali c'era la domanda quali persone odi? Ora l'odio è un sentimento piuttosto raro, per lo meno per me. Certo, il 98% delle persone che non sa esprimere le sfumature sentimentali con adeguate sfumature linguistiche, o che semplicemente non è in grado di discernere la differenza fra un sentimento ed un altro dice spesso "io adoro quello Yogurt" oppure "mi fa schifo quel fumetto". Ora a me viene in mente una persona che monta un altare con un sancta sanctorum in cui giace un vasetto di latte fermentato aromatizzato, e ogni tot di tempo dei sacerdoti e delle sacerdotesse del culto sgozzano tre o quattro vitelli per segno di adorazione allo Yogurt. Oppure immagino una persona che cammina tranquillamente davanti ad un'edicola quando improvvisamente si piega vomitando per un fumetto schifoso.

Ok, sono iperboli. Ma si esagera. Estendendo si esagera spesso nel dire chi si odia o si ama. e così mi son fermato un po' a pensarci.

Odio le persone false e ipocrite? No, non le odio, semplicemente rimango basito di fronte ad una bestemmia della vita. Chi è falso o ipocrita vive una menzogna, ed ogni suo barlume di vita è tale.

Odio le persone subdole e vigliacche? Nemmeno queste le odio, anche se mi danno un fastidio maggiore di quelle false e ipocrite. Intanto chi è subdolo è spesso un po' vigliacco, ecco perchè insieme. Chi è vigliacco manca di coraggio, e se è ambizioso diventa subdolo. Quindi da una mancanza, per ottenere un risultato, sconfina nella nequizia. Mi fa incazzare. Alla larga.

Odio le persone frivole e menefreghiste? No, neanche queste, anche se in eventuali scontri d'opinione, di carattere, o che so io, è molto facile che contro questi difetti si scagli la mia ira (neanche troppo difficile ad accendersi, va ammesso).

Quelle che odio sono le persone cattive. Quelle sadiche, che godono nel vedere o peggio ancora causare dolore altrui. Queste le odio. E così ho agguinto un nuovo piolo alla mia scala etica.

6.2.08

Credevo fosse un turpiloquio, ma era filosofìa.

E la continua vanità del tutto ha la parvenza di una bella rima che non abbia significato sapiente. Allora la sapienza e la rima sono materasso e coltri per l'animo stanco.

Calliope, Clìo, Erato, Euterpe, e tu Pallade Atena
Che di rime e conoscenze piegate la mia schiena
Se ancor vi ricordate di un uomo che v'invochi
Siategli amiche ed accendete i suoi fuochi.

Se la morte non fosse, se il tempo si ripetesse all'infinito ciclico, senza possibilità di oblìo, di termine o di pazzìa... quanti sarebbero fieri del proprio? quanti si accettano solo per compromesso col tempo?

In ogni alba riconoscerai una luce uguale,
E sarà tua grandezza distinguere il male
Dal buono che vedrai, e che ti farà amare
quel giorno ed ogni altro, finchè a te pare.

1.2.08

Tra echi di brindisi e fuochi *

E cosa succede quando si perde un pezzo di sè? Ci sono echi di racconti dentro me che parlano di uomini feriti in guerra, cui era stata amputata una gamba, e che sentivano dolore o fastidio dove non avevano più l'arto mancante. Dev'essere un qualcosa collegato alle sinapsi, che devono essere rimappate. Cioè, io mi dico, le sensazioni viaggiano su strade elettriche, ed indovinano la strada che devono prendere un po' come succede all'instradamento informatico. In pratica una fiamma scotta un dito, e da questo partono delle informazioni in forma elettrica che viaggiano su una rete simile a quella autostradale.

La sensazione di bruciatura passa attraverso vari caselli, e viene da questi indirizzata verso la strada corretta fra quelle possibili da quel momento in poi, secondo delle leggi che quella postazione conosce. Alcuni di noi hanno dei problemi con le sinapsi neurali, come quel cretino del mio amico Sahittha, che tu lo pizzicavi in ricreazione e quello si lamentava alla quinta ora. Suppongo che questo possa essere preso come un esempio di problemi sulla rete neurale, neuronale o come diavolo si chiama.

Non dimentichiamo che siamo sempre nel campo delle mie personali cretinerie senza abbastanza conoscenze. Uno stregone. Ecco, adesso io presumo che nel momento in cui un soggetto emozionalmente neutro riceve uno schiaffone partono dall'evento due diverse sensazioni (complesse e coniugate) una corporale ed una emozionale. Il dolore dello schiaffone sulla pelle e quello sulla psiche lasciano il corpo infliggente per trasferire la loro quantità di moto sul corpo ricevente.

Così come sulla rete sinaptica passano le informazioni del dolore corporale, mediante un'altra rete è evidente che si spostano quelle dell'umiliazione, rabbia o che altro, e che poi invece che raggiungere il cervello come la sensazione di schiaffo raggiungono invece l'anima. Così mentre la faccia riceve il consiglio di spostarsi (perchè il cervello non è mica scemo, è una mente lui), l'anima consiglia invece come prima cosa di domandarsi il perchè. Quindi prima richiede ulteriori informazioni, poi semmai si protegge, o che altro.

Capita anche che l'anima possa subire delle mutilazioni paragonabili alla perdita di un occhio o di un braccio. Quantomeno questa è la similitudine che è venuta a me qualche giorno fa al risveglio. Era come se parte della mia vista fosse offuscata e sentivo un vuoto dove ci doveva essere il braccio, la spalla e mezzo petto. A quanto presumo (presuntuoso, sì) in seguito ad un intervento di amputazione di un arto, magari i centri sinaptici inviano informazioni pazze per un po', poi si autoprogrammano di conseguenza alla nuova realtà.

E magari la stessa cosa, in linea con il vecchio adagio secondo cui il tempo cura tutte le ferite, accade anche all'orbo nell'anima, le strade della propria rete comunicativa interna si riequilibrano. Credo però che i tempi di reazione siano intrinsecamente diversi fra le relazioni organiche (il monco non "sente" più la mano) e quelle spirituali (l'orbo dello spirito non vede più la "zona nera"), le seconde strutturalmente più lente, anche visto che prima l'anima si informa, poi agisce.

Ma c'è ancora di più: infatti il corpo non può far ricrescere la mano amputata, a meno che non sia il corpo di una cheerleader statunitense alle prese coi suoi superpoteri, laddove l'anima è invece in grado di rimpiazzare il vuoto, la mutilazione e la ferita, ritornando a pienezza, a conclusione, a sè stessa. Infatti giorno dopo giorno possono nascere nuovi tessuti spirituali, possono essere irrorati, educati, allenati, vissuti. La vita in noi, nel nostro spirito risorge e si rinnova. E così sia.

*il titolo è una frase di una bellissima canzone di Vinicio Capossela, Morna.

25.1.08

Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile, Pellegrino.

Hai ragione, amico mio, mio mentore. Non fa per me la semplicità. Fanno per me la poesia, il romanticismo, lo struggimento. Fa per me il pensiero, ed il sentimento pure. "Così facile ridere, così semplice odiare, ci vuol stomaco per esser gentili e cortesi". Questa che segue è la mia ultima poesia, non ne scriverò più.

Un ricciolo cesella il bronzo con la notte,

miscela in un gioiello scaglie di stelle rotte

con aria, cotone, colore e respiro

Aspetta lancetta, aspetta un altro giro,

E fanne se puoi pure uno al contrario

Portami con te, un minuto indietro

mi porti più indietro, un millimetro un metro?

indietro mi porti, indietro di un minuto,

dal frastornante sguardo a quel sorriso muto

mille anni, di nuovo, nel mondo in avanti

nel mondo veloce mille miglia distanti?

Che tanto non importa, è sempre più vicino

Al din d’un campanello, al don d’un cucchiaino.

E come un uccellino mi mangia dalla mano

Il suo miglio, marino, un miglio lontano

Un uccellin di Odino, un corvo sognatore

Al fin della licenza mi becchetta intorno al cuore,

Mutando come il tempo da giorno in notte fonda

Celandosi d’istinto in un ghigno da Gioconda,

S’appiattisce sulla tela, si spalma sul divano

Un demone ricciuto, un angelo sovrano.

23.1.08

Se fossi un altro

Pensavo poco fa in doccia che almeno una mia poesia potrei impararla a memoria. E mi è venuta in mente questa, che forse è la mia preferita.

Se fossi un altro chiederei il tuo nome
Non quello noto, ma quello vero.
E su quel nome inizierei poesie,
non quelle note, ma quelle mie.
E da quel nome farei partire strade
Verso campi intonsi, e spiagge dorate
Verso belle aiuole, e case fatate,
alla volta di feste, e navi salpate
che siano già in mare
e che proseguano il volo,
che si fermino soltanto al penultimo molo
così non è tardi e se vuoi andare indietro
giriamo la nave e cambiamo futuro
andremo nel giardino
dove il frutto sia maturo.
Se fossi un altro ricambierei il tuo sorriso,
etereo, dolcissimo, che solca il tuo viso,
che adorna sicuro la tua bella bocca
incastonata su pelle d’albicocca
profumata così tanto e delicata altresì
che il mio pensiero non si stacca di lì,
chiaro perfetto sferico, viso d’oval rotondo
al suo cospetto misero mi appari, mio grande mondo,
e come marea sospinge umori ed oceani e mari
tale quel volto adombra la luce di mille fari
così su di me s’abbatte la pioggia dei tuoi strali
che solo per vie divine diventeran fatali;
Sia il fato generoso, garbato e ben gentile
Con te ognor, mia bella, di miglior divenire
Hai scritte sulla pelle ancora sì infantile
Promesse benedette, emozioni da sentire.
Se fossi un altro ti carezzerei la mano
Avendone il coraggio, tu bella in modo umano
Eppure non umano m’appare il desiderio
Che tutto l’universo non potrebbe sedare
Per man di metonimia, io mano ad adorare
Vorrei con te compresa, cuore anima e mente
Futuro passato infinito, amore qui presente
Che stirerei potendo ogni singolo secondo
Fin quando quello amore non fosse noto al mondo
E fin quando il mondo vivo per un secondo intero
Non riconosca a te che questo è amore vero.
Ti bacerei le labbra, se un altro un giorno fossi
E da quel bacio millanta sboccerebbero fiori rossi
Come da germogli forti che resistano al freddo e al gelo
Col sole dipoi fioriscono levando lodi al cielo
Tali da quel mio bacio, da quello che a te vorrei
Germoglieranno storie da far fermar gli dei.
Se un giorno t’incontrassi, amore mio celato
Ti giuro t’amerò, come ancora non s’è amato.

22.1.08

Come dire... bah.

"Lick Your Fingers Clean"

I'll see you at the weighing in when your life's sum-total's made.
And you set your wealth in godly deeds against the sins you've laid.
So place your final burden on your hard-pressed next of kin:
Send the chamber pot back down the line to be filled up again.
Take your mind off your election and try to get it straight.
And don't pretend perfection: you'll be crucified too late.
And he'll say you really should make the deal as he offers round the hat.
Well, you'd better lick your fingers clean, I thank you all for that.
And as you join the good ship earth and you mingle with the dust
be sure to leave your underpants with someone you can trust.
And the hard-headed social worker who bathes his hands in blood
will welcome you with arms held high and cover you with mud.
And he'll say you really should make the deal as he offers round the hat.
Well, you'd better lick your fingers clean, well. I'll thank you all for that.




La canzone è dei Jethro Tull, dall'album Aqualung. Si contrappone al mio gretto materialismo maschilista, perchè la vita è una sola e non c'è tempo da perdere parlando, ma io... c'è bisogno di tempo prima che le cose si sistemino da sole. Le cose sono intellignti. Di sicuro così ti sembrano. Vuoi un sorso di cervello? pare la tua bevanda preferita. E prima di leggere una cosa pubblica chiedimi il permesso. Mica stiamo qui a far jogging coi criceti! ma che bello zoo! Meglio farsi un frullato di tonno e chinotto, ha più senso.

Caro Diario... JACKPOT!

La foto invece ritrae Rossana e Cyrano.



Cyrano è venuto un cesso, Rossana è sempre così carina!

15.1.08

Puntini luminosi alla deriva

Cosa succede dentro una persona? a parte il sangue che scorre, gli enzimi che enzimano, la biologia ci dice cosa avviene per ingressi solidi, ma per le esperienze morali abbiamo poche certezze. Abbiamo tante teorie più o meno funzionanti, di psicologia, di psicoterapia, di psicanalisi, per discutere, divertere, indagare. Ma non abbiamo la psicofisica, cioè una scienza che schematizzi i comportamenti dei quanti di morale che compongono le nostre esperienze.

Mi viene facile credere che dentro ciascuno di noi sia un piccolo universo, con il suo caos, il suo big bang, espansione accelerata, inflazione, creazione di galassie, pianeti, vita. Come una nube le emozioni e le sensazioni permeano il nostro corpo, innegabilmente, impetuosamente, incessantemente. Conscio del fatto che sto per sparare una tremenda quantità di stronzate senza il benchè minimo fondamento scientifico che non sia quello del mio bagaglio culturale mi arrischio a proporre l'idea che il progresso umano di ciascuno abbia un proprio moto di deriva.

Cioè ad ogni indivviduo, nel corso della propria esistenza, è associato un progresso umano, che va inteso come archetipo e non già alla stregua di mera carriera. Dal momento in cui si nasce fino al momento in cui ci si spegne si compie un percorso, è questo non dovrebbe essere un concetto ardito. Tale percorso, io dico, è descrivibile, in analogia con un punto luminoso nello spazio buio (ma perchè buio? dai, non troppo buio) da un moto, al quale la fisica associa diverse leggi. Io suppongo (supposta mia, se non attrae dovrò farne uso) che tale moto abbia un moto.

Ecco, qui onestamente si entra un po' più nello specifico, il concetto non sarà difficile per chi mastica un po' di cinematica, ma altrimenti c'è bisogno di qualche spiegazione in più. Ritorniamo al puntino luminoso, che rappresenta il fluire delle emozioniconoscenzesensazioni, che vaga in uno spazio che rappresenta lo spirito, l'anima ed in un certo senso il bagaglio di esperienze umane. Immaginiamo di fotografare il punto luminoso in un momento qualsiasi: esso risulterà immobile, come risulta ferma la pallina da tennis fotografata durante un match.

Ma sappiamo che la pallina da tennis non è ferma, perchè ad essa è stata impressa una forza che le ha fornito energia. Lo stesso dicasi per il puntino luminoso, lo fotografiamo quando è fermo, ma fermo non sta, perchè sempre il progresso umano interiore fornisce esperienze, riflessioni, sensazioni, che sono la sorgente di energia per il famoso puntino. Se osservassimo il puntino luminoso di un bambino in corrispondenza con il periodo in cui egli va a scuola, per esempio nei cinque anni delle elementari, sarebbe lecito aspettarsi di osservare che il moto del puntino segua una traiettoria, per esempio elicoidale nello spazio. (questo perchè ciascun moto può essere ridotto ad un moto elicoidale, volevo tirarmela un po') .

Fino adesso non ho detto altro che una bella pentolata di banalità, nè utili e nemmeno comprensibili. Potrebbe essere. Ma io dico che se osserviamo la traiettoria del puntino luminoso di uno spirito il cui corpo ospitante sia privo di stimoli esterni, per esempio un giovane deluso, una ragazza chiusa in casa, un operaio che non ha lavoro, un manager che è in anno sabbatico, io dico che non lo osserveremmo immobile. Così come non stanno senza far nulla gli organi pulsanti, così come il cuore non batte solo quando si corre, il progresso personale umano è un processo organico, che imprime al puntino luminoso un moto anche in assenza di esperienza diretta (in quell'intervallo di tempo).

Credo che sia un processo che si attiva partendo dalle esperienze primordiali che abbiamo nel dna, che si fondi poi sull'insieme delle regole e delle leggi che lo spirito (qui ci dovrebbe essere una distinzione fra es, io, superio, microio e cose varie) ha accettato come proprie, e che in assenza di forze esterne nuove proceda autonomamente. Per quanto tempo? Per quanto tempo uno spirito privo di stimoli continua a progredire? virtualmente all'infinito, suppongo, almeno secondo il computo degli anni umani. Senz'altro potrebbe farlo fino al termine della vita biologica dell'ospitante.

Ma chiunque ha osservato che esistono casi di non progresso, di progresso invertito, di progresso assente. E anche questo può essere spiegato: gli stimoli infatti possono essere positivi oppure negativi, possono cioè fornire ulteriori forze ed energie nella direzione del moto del puntino luminoso nel suo bello spirto, come anche opporvisi (masochismo?) fino magari a controbilanciare esattamente le forze propellenti! Tutto questo per dire che anche se sembra che sto a casa a non fare un cazzo, in verità qualcosa dentro di me succede. Che poi sia inutile e io debba impiegare meglio il mio tempo, bè, son daccordo. Infatti chiudo.

Questa riflessione mi è stata ispirata da una discussione avvenuta sul forum di Libri che frequento. Ecco il link alla discussione

11.1.08

La Fagiolata Imperiale

Ormai da più di un lustro è tradizione che chi arricchisce il novero dei miei amici viene coinvolto più o meno frequentemente nella degustazione dei miei esperimenti culinari. Molti, a detta comune sono esperimenti piuttosto felici, come le frittatate in occasioni di partite del milan, o le spaghettate per quelle della nazionale. Qualche volta ci scappa una colazione irlandese, soprattutto a san patrizio, oppure degli arrosti. Ma la regia delle riunioni rsta sempre la fagiolata annuale in occasione dell'epifania, per scacciare questa antipatica vecchiaccia che inquina con il suo carbone e le sue scarpe rotte. Non starò a narrare della preparazione della fagiolata imperiale, sappiate solo che richiede un giorno di preparazione, anche spirituale, e che è vissuta come un evento dalla gran parte dei partecipanti.

La peculiarità è data dall'eccesso di peperoncino e dalla compresenza di molte varietà di fagioli, e di parti più o meno nobili di maiale. Ovviamente questo scatena reazioni imprevedibili, e negli anni si contano apparizioni mistiche, sedute di cantate da falò di gruppo al barbaglio del camino, ubriacature e spogliarelli sui tavoli (in uno di questi ultimi ho fatto un capitombolo degno del miglior Signor Sottocolle alla locanda di Brea, rompendomi il naso e squarciandomi un'anca). Quest'anno sono stato impacchettato. Ma via con le foto.




Alta detonazione



Degustazione

!!!

10.1.08

Questo blog fa pensare


*Sale sul palco impacciato.
Batte un dito sul microfono:prova prova
ehm.

Sono sempre imbarazzato in queste circostanze

A detta di Anna il mio è un blog che per "le sue storie surreali fiabesche e vampiresche" fa pensare. Grazie Anna. In effetti dovresti riprenderti il testimone perchè anche il tuoblog sarebbe fra quelli che indicherei preferibilmente, così come quello di Prescia, l'uno per le storie oniriche, l'altro per la musica che si sente e l'allegria, e poi tutte e due siete sicule come me. Ma già ambedue partecipaste, quindi non mi resta che segnalare:

il blog di Daniela, che scopro adesso essere già giustamente insignita di questo premio prestigioso e che mi aveva pure segnalato (grazie al cielo fuori concorso). In effetti quest'ultimo è il mio blog preferito, preferisco di gran lunga commentare fra i suoi post che scriverne di miei. Il fatto è che nei post di Daniela c'è sempre una preparazione all'argomento che fa sì che la riflessione abbia il giusto tempo di nascere, crescere e maturare, guidata con delicatezza dalla sapienza della padrona di casa.

Per il resto io non navigo molto sui blog, anzi spesso mi eclisso, cosa che di certo non rende pingue il mio bottino di link. Però mi piace segnalare

l'intelligenza tagliente e vivace di Gloria

la profondità poetica di MusEum

e ovviamente il mitico Vocabolario di Zio Nario, una genialata di due miei amici che non bastonerò mai abbastanza per non avermi coinvolto in questa iniziativa.

Infine nota dolente. Devo segnalare il ghin8, in cui dei valorosi estrattori si oppongono giorno dopo giorno alLa Morte. Dolente perchè spesso, volentieri e con veemenza La Morte vince.

In ogni caso grazie delle segnalazioni, lieto di allietare.

In ultimo una foto recente di me impacchettato. Presto la storia del perchè.

2.1.08

Palplì - pletullà

Ci sono caverne umide e caverne asciutte, volte pietrose che paiono mondi interi. Certe stalagmiti (quelle che partono dal basso, le preferisco alle stalattiti) sembrano brillare di luce propria. Almeno lo fanno nella mia immaginazione. Da piccolo, ma veramente piccolo, in uno dei primi viaggi, sono stato portato a visitare le grotte di Postumia, e mi ricordo che mi piacquero moltissimo. Poi ho letto di un tipo che passava attraverso le pareti di roccia, e la descrizione delle sue sensazioni mi ha fatto star male, sono piuttosto suggestionabile. Però da allora sono un po' più claustrofobico. In realtà non so se mi causa maggiore disagio l'idea di rimanere a crepare in uno spazio angusto e sotterraneo o l'idea di rimanere a crepare in uno spazio liquido e sottomarino.

Certo anche l'idea di venire mangiato da una qualsiasi bestia non è che mi faccia saltar di gioia, quindi è chiaro che è il crepare che non mi va poi tanto a genio. In fondo mi piacciono molto anche gli animali feroci e le esplorazioni subacquee. Degli animali feroci mi piace tutto quello che ha a che fare con la loro fierezza, e cioè la parola fiera, sia nell'accezione di ritrovo commerciale che in quella di aspetto forte ed elegante. E poi mi piace la caratteristica della fierezza, e l'idea che gli animali feroci si trovino nelle selve e nelle giungle. Non so se mi piace più il lupo oppure la tigre, ma in fondo è sempre la stessa questione: cane o gatto.

Delle immersioni subacquee mi piace sia praticarle che vedere i risultati (ben più belli) delle esplorazioni altrui, in particolar modo quelle che associano acqua e ghiaccio, c'è spesso una luce azzurrina ed intensa che è il perfetto contraltare del rumore dell'acqua, che per inciso è uno dei miei rumori preferiti, così come la parola sciabordìo è una delle mie parole preferite, e proprio ispirato da questa ho appena cambiato la mia immagine messenger.

Bene, mi pare di aver scritto abbastanza inezie, per stavolta. Ciao blog, a presto!

27.12.07

Impegno ed animo leggero

Pensavo oggi che senza tappeto volante sono costretto a far di fretta. Cioè, no. Non di fretta, ma rapidamente. Se mi incammino per raggiungere una meta, e questa è distante, allora è naturale che io cerchi di allungare il passo per quanto mi consentono le mie non eccelse leve, ma posso adeguare la velocità grazie all'aumento della frequenza dei passi. Insomma, mi metto non già a passeggiare ma quasi a marciare. In effetti pare sia una buona abitudine camminare di buon passo, ed ormai anche quando non ho fretta particolare quasi corro.

Non ho molta voglia di mettermi ad elucubrare, perchè in sostanza mi sono esaurito, mi annoio subito di arrovogliarmi la mente, mi secco di sentire storie che non hanno niente di nuovo e mi tediano a morte.

Però forse in questa cosa del buon passo un leggero point to point si può accettarlo, no? E non è che sia poi un insegnamento astruso o arroccato in chissà quale parabola! A buon intenditor... cioè me stesso...

Ormai non mi piace più, o forse non mi piace per ora, di organizzare eventi, curare logistica degli incontri, trovare divertimenti, preparare cenette e tutto per gli amici. Mi dispiace per i miei amici, ma tanto so che mi vogliono bene lo stesso (anzi alcuni pure di più se la smetto di rompere). Ferma restando l'immancabile fagiolata dell'epifania devo però trovare come riempire gli stomaci della biennale maratona del signore degli anelli, al riguardo si accettano consigli.

Davvero, vorrei scrivere qualcosa, ma mi scoccia pensare! Favolosi quei fiori di Bach! Va bè, allora saluto le mie uniche commentatrici: Inenarrabile, Prescia, Daniela e MusEum. E saluto pure chi legge e non commenta mai. Ciao ragazzi, buona serata!

26.12.07

Bridge



Sorto l'astro d'oro scendiamo giù a Sabbiaterra

Ebbri di venti e brine, Aladino, guardiam le rocce:

Le favole dei bimbi narrano che giace qui un anello

Di fiamma, di oricalco e di lava che cade a gocce.

Con animo allegro e vivo sogniamo questo gioiello

Simbolo d'altra vita, lontano da ansia e guerra.


23.12.07

Alba

S'accende all'orizzonte un tenue baglior di giorno
Seguiamolo, Aladino, non voglio ancor far ritorno.
Se tremi in queste ore di freddo mattutino
Resisti, questo è vero, entusiasta del pensiero
Per la luce che intravvedi: promette un giorno caldo
Così trattieni il fremito e dai le spalle al nero
Della notte che lasci, mentre il core si fa saldo.
Ti spinge anche a cantare per salutare il sole
Lui unico poeta d'un nuovo giorno araldo!

Ecco che forse sorge, seguendo quei rai dorati
Da mille barbagli annunciato, nei giorni passati.
T'assale la certezza che lo farà anche domani
E mentre tu lo vedi solo un pochino prima
Comodo sul tappeto, il mento hai fra le mani
E pensi ad un viso candido, interminabil rima
Di ogni altro verso quel viso è il paragone.
Và, cuorepensiero, abbeverati a quella fonte
Che dagl'inferi alla vita va contrario a Caronte.

22.12.07

Canto I

Salire sulle stelle in un cielo blu cobalto
Su un refolo di vento spiccare un altro salto;
Girare poi lo sguardo altrove fra i suoi raggi
Di sole, vita ed aria, fra i campi e gli alti faggi.

Scegliere a quel punto un corridoio pulsante
Rinascita del cuore, non sono più un infante
Che strilli nella culla fra braccia bianche amate
Stretto da mille baci di madri innamorate.

S'alza ancor di più il tappeto mio volante
Mi porta sulle tende del popolo mercante
E come se fosse amico della notte e del Dio
Adesso è lui che sceglie, non decido mica io!

Ecco che dunque guida il nostro volo nel deserto
Schivate le fredde dune, di magia s'apre il concerto
Per Aladino ignaro che il suo avvenire è luce
Di lampade e leggende, dell'avventura è duce.

Buonanotte, stellamusa, che dorma o che sia desta
La fiaba non finisce, nè ha termine la festa
Che guidi nel mio cuore, lontana oppur vicina
Tu, stella luminosa, Tu dolce e sbarazzina.

14.12.07

Malinconia e fracasso







Forte era il vento ed il mare increspato
Nel cielo di piombo un gabbiano librato;
L’aria era umida e sapeva di terra smossa
Dall’albero secco, dalle sue radici d’ossa.
Un pony calpestava sempre lo stesso cerchio
Un percorso che farà finchè non sarà vecchio,
Prendeva caramelle annusandomi la mano.
Dove vanno i bei ricordi quando non affiorano
In quella parte di presente che balla sul petto?
Dove vanno i pensieri che scivolano dal letto?
In quale memoria si annidano, e vanno a riposare
Quelle belle vite vissute da altri noi
Quelle sensazioni che non solgono sostare
Incatenate da spettrali “prima o poi”
In un tempo che non deve mai più essere presente?
Finito il futuro ecco cosa sono: sono niente.
Io no, io mi rivolto, io sciocco consapevole
Mi prendo la mia colpa e me la porto a spasso
Sorrido almeno alle mie muse benevole
E tanto per gradire faccio pure un gran fracasso.
Mi spello le mani dal tanto applaudire
Se solo appena sento una cicala frinire,
Schiocco la lingua ed incito se posso
E se non posso … gettatemi nel fosso.






l'immagine ancora una volta non è mia, ma rappresenta una maschera di capitan fracasso, da commediabyfava

13.12.07

Falena


C’è una luce, lì voli. Che sia azzurra
O vermiglia non suoli vedere,
che sia verde, che bisbiglia,
una luce fragorosa. Ma di notte,
questo è quanto; che sia sola oppure no
una sola è la prescelta, per il battito
d’un tempo che scandiscon le tue ali
universo è quella luce, metonimia
d’esistenza, futuristica antenata.
Dalle tenebre ti stana, e non pensi
Di sbagliare, solo corri, scappi voli
Perché luce è un transitorio. Che
Bloccate le lancette ogni vita è come te
Dalla notte, nella notte, al bagliore
D’una luce noi proviamo ad arrivare
Solo scampo d’altrimenti in poche ombre
Svolazzare.

l'illustrazione non è ovviamente mia, ma di Brian Froud

10.12.07

Talamo e amicizia

Da quando ero piccolo ho sempre avuto diverse amiche. Le prime due, a dirla tutta, sono ancora presenti ed in maniera molto importante nella mia vita, anche se una arriva sempre in ritardo. Ma siamo cresciuti insieme, abbiam fatto insieme le vacanze, le serate, passato insieme le delicate tempeste delle primavere sentimentali, affrontato perdite anche più gravi, momenti pericolosi, gioie, vittorie. Quando mi innamorai di Barbara (come tutta la classe) in terza media diventai il suo migliore amico, e successivamente Letizia fu la mia migliore amica per lunghi lunghissimi anni. Ero ben felice della bellissima amicizia che mi legava a Barbara, della quale avevo il coforto, l'allegria, la confidenza. Leggevamo insieme poesie e scemenze, ridevamo felici e complici, le voglio a tutt'oggi un gran bene, anche se non la vedo da anni. Avrei voluto stare con lei, ma diciamo la verità: sarebbe cambiato poi così tanto? a tredici anni? Non saprei. Mentre invece non ho mai desiderato Letizia, pur molto graziosa, soddisfatto della sola amicizia. Non so se era lo stesso per lei. Tante volte mi sono chiesto se la mia amicizia con Teresa non valicasse negli anni del liceo la soglia dell'amicizia, perchè tante volte ho percepito una frizzante sensazione nell'aria, nonostante io avessi altre ragazze, e lei altri ragazzi. Lo stesso dicasi per un paio (almeno) di situazioni successive, antecedenti o contemporanee.
Poi ultimamente le cose si sono molto complicate. Discorrendo uno degli amabili discorsi (quanto mi piace l'accusativo dell'oggetto interno!) che solgono sorgere notturni con quel prodigio dell'empatia che è la mia bellissima Roberta abbiamo toccato un punto su cui siamo stati prima in disaccordo, poi in disaccordo opposto, ed infine concordi. Eravamo partiti da altri lidi, ma in sostanza l'acmè del discorso è stato questo: dopo tante esperienze che ciascuno ha avuto, e dopo tante esperienze condivise fra amici di sesso opposto, che abbiano un'amicizia sincera e disinteressata, che siano in salute e gradiscano vicendevolmente la propria compagnia, non è assurdo che si abbiano insieme anche delle esperienze di talamo. Se questo accada per sublimazione dell'amicizia che si tramuta in amore? può darsi, ma è più probabile di no. Ed allora è tanto grave? è disonorevole? Abbiamo concordato che è una domanda comune, e che sono delle imposizioni infantili di una società obsoleta che frenano il vivere la fisicità di una bella amicizia agghindandola, se è il caso, anche di una bella mattinata l'una fra le braccia dell'altro.

6.12.07

Uno spettro si aggira per la vita...

Ed è lo spettro del comunismo del sentimento. La definizione non è del tutto mia, anzi. Si tratta di un'intuizione di Alain de Botton. Lasciando perdere connotazioni politiche che non si confanno al tema preferisco spiegare quel che ho inteso io di questo bizzarro fenomeno. Sarà capitato a tutti di avere almeno un'amica speciale, oppure a tutte di avere un amico speciale. Si verifica nello storico del pensiero di questo sentimento che c'è una tale attrazione empatica che si è profondamente grati ad un benevolo dio superno dell'esistenza di un tale dono, un essere di sesso diverso che ci capisce e con cui si ride e si scherza e si mangia e si va fuori e si parla di ogni cosa senza remora. L'inevitabile beffa del destino (ma non è il destino, è un momento di debolezza mentale, unicamente nostra responsabilità) avviene allorquando chi alloggia tale bel sentimento a cavallo fra cuore anima e pensiero si chiede, in un deprecabile atto di ostinata infantile insicurezza: "ma che ci troverà questo magnifico essere così ammantato di luce e sapere e divino profumo in un povero miserrimo niente affatto meritevole bacarospo come me?".


Inevitabile che i colori del dipinto in cui si viveva fino ad un istante prima assumano in quel preciso frangente temporale una cupezza buia, che l'aria fino a quel momento fresca che si respirava a quel pensiero diventi fetida e polverosa, che il cielo da celeste e punteggiato di pecorelle saponose e allegre diventi plumbeo di nubi temporalesche. Saper dare una spiegazione soddisfacente a questo fenomeno è un livello di conoscenza che non è dato svelare, e quindi e perciò non ne so nulla, ma opino. Opino che la delusione (non per forza giustificata dai fatti, magari vera solo in una cosiddetta MM) colga lo spirito impreparato con la sua arma peggiore, ovverosia la sensazione di sprofondare nell'abisso, la vertigine dell'errore e della fallibilità del tutto assume per lo sventurato (la sventurata) la connotazione assoluta di TUTTO, QUI, ORA. Tutto, qui, ora è errore. Tutto, qui, ora è sbagliato.


Cosa succede allora? la comune osservazione della natura umana ci viene in aiuto, perchè le cose non avvengono più nel buio del pube mentale dell'assalito, ma veri e propri atti di distruzione di massa sono quelli che seguono. Una furia cieca e inarrestabile anima l'esaltato/a (perchè solo esaltato/a può essere una persona che vive una simpatia con la devozione di Giovanna D'Arco) a questo punto, e nulla lo fermerà finchè non avrà fatto macerie, sottili e volatili polveri di quel che era stato precedentemente costruito, fosse una casetta sull'albero, un giardino fatato oppure un barcone fluviale. Niente ne resti, insozzato va il ricordo, avvelenato il passato, al grido di "il mio Io lo vuole!". Dove c'era bugia nasce fuoco sacro che tutto consuma ed ogni ricordo monda, dove bugia invece non c'era allora ce la si piazza a dovere. Poi la si fa esplodere ed ecco di nuovo il fuoco sacro. Insomma dopo poco è un'ecatombe.


Ora, i più vivaci potranno sicuramente domandarsi: Ma non è possibile arrestare questo sfacelo? Chi vi parla non ha una risposta certa; in alcuni casi la ragione viene in aiuto, o magari certe circostanze attenuano parzialmente la furia. Ma in generale chi ha l'idea di poter arrivare a far parte di una cosa utopicamente magnifica tende nella maggior parte dei casi a non essere più interessato nel momento in cui si accorge che nell'utopia viene accettata gente che del sogno non faceva parte già prima, e questa cosa sembra fare impazzire il candidato (la candidata, che speriamo non lo sia in senso medico). Però è ormai chiaro che lo spettro è facilmente riconoscibile, è quello che anima di immanente dedizione una persona nei vostri riguardi appena dopo soli pochi incontri. Da allora siete in pericolo. Dovrete performare ogni cosa con la perfezione di Dio oppure scatenerete le demoniache insicurezze dell'esaltato, che pian piano si tramuterà esso stesso in demone e devasterà tutto quello su cui ha messo mano.


Ok, volevo parlare dell'amicizia fra uomo e donna che sconfina nel talamo (in effetti suo terreno prevosto) ed ho parlato (e pirlato) di ben altro. Ed ora un'altra bella foto, che risponde perfettamente a quanto detto sopra. La risposta, amico mio, la soffia il vento, è dentro di te e però


è SBAGLIATA!





5.12.07

Aspettando domani

Volevo fare un post. Ma non ho tempo. Quindi mentre aspetto di avere magari un po' più di tempo posto una foto. In pratica un monito su come sono le cose nella realtà, casomai dovessi scordarmelo.